Il discepolo di Gesù ha la responsabilità di distinguersi
11 Settembre 2025 By Enrico Cannoletta

Il discepolo di Gesù ha la responsabilità di distinguersi

Oltre la giustizia umana e verso l’amore agapico

«Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto».
(Dalla liturgia).

Il brano di vangelo di oggi ci dice una cosa semplice: il discepolo di Gesù, il cristiano, non può ragionare e agire come tutti gli altri. Se il discepolo pensa e si comporta come tutti, è perfettamente inutile che sia cristiano («quale merito ne avrete?»).
Il Signore ci chiede di più rispetto al modo tutto umano di intendere la giustizia, e il perché è semplice: se ci comportiamo come tutti gli altri, se a noi interessa solamente regolare con correttezza i rapporti umani, cosa serve essere discepoli di Cristo? Non è necessario. Questo lo fanno tutte le persone oneste, senza bisogno di essere cristiani. Gesù ci insegna un modo nuovo di regolare i rapporti, non basato sulla reciprocità (cioè sulla correttezza dei rapporti tra dare e avere) ma sulla gratuità. E questo perché il Padre, Dio, ci ha dato tutto gratis, e ce lo da continuamente.
Il Signore ci fa degli esempi: porgere l’altra guancia, dare a chi non ti restituisce, eccetera. E perché il Signore ce lo chiede? Cos’è che giustifica tutto questo? Il fatto che siamo figli del Padre celeste, che ci ha dato tutto gratis. Dio non ci ha dato tutto quello che ci ha dato (in primis la vita) perché aveva il dovere di darcelo. Dio ci ha dato tutto gratis, senza che noi ce lo siamo in qualche modo meritato. La giustizia proclamata da Gesù non ha lo scopo di regolare i rapporti tra noi uomini (è troppo poco), ma ha lo scopo di farci assomigliare in qualche modo a Dio. Ha lo scopo, in ultima analisi, di renderci felici, perché noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza con Dio, e solo cercando di ragionare e di vivere secondo la mente di Dio noi possiamo essere veramente noi stessi e possiamo essere davvero felici.