La ricchezza è «disonesta»?
8 Novembre 2025 By Don Enrico Giovannini

La ricchezza è «disonesta»?

Le parole di Gesù sono profonde, e vanno comprese nel loro significato salvifico

«Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
(Dalla liturgia)

Perché l’evangelista Luca chiama «disonesta» la ricchezza? Forse perché talvolta viene acquistata in modo non onesto, oppure perché spesso se ne fa un uso ingiusto? Non sembra essere questo il significato centrale della parabola, ma il fatto che la ricchezza sia ingiusta di suo, perché i beni tendono a divenire padroni della vita di chi li possiede.

La ricchezza inganna, promette e non mantiene, delude chi pone in essa la propria fiducia. Per questo il testo originale non usa il termine «ricchezza», ma la parola «mammona» (termine purtroppo soppresso nella più recente traduzione italiana) per indicare non tanto il semplice possesso di cose quanto piuttosto l’accumulo dei beni in cui si pone la propria fiducia.

L’invito a farsi amici nella disonesta ricchezza sembra essere un’esortazione a non trascurare i poveri, che potranno intercedere per noi nel giorno del giudizio.

Il Signore non demonizza i beni, le cose, ma ci mette in guardia, invita a mantenere un atteggiamento di distacco e di sana diffidenza, perché la ricchezza tende ad impadronirsi del nostro tempo, del nostro cuore, delle nostre energie, ma poi, inevitabilmente, ci delude e ci lascia soli.