Ricambiare l’amore di Dio
Quando si ama nulla è gravoso: tutto è gioia
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”».
(Dalla liturgia)
Il nucleo, lo scopo della nostra religione è il fare la volontà di Dio. Lo scopo finale della nostra preghiera, delle nostre liturgie, delle nostre pratiche di pietà, dell’ascolto della sua parola è questo: fare la sua volontà. Gesù ce lo dice con parole molto chiare: «mio cibo è fare la volontà del Padre».
Ma non dobbiamo pensare che il messaggio del vangelo sia soltanto un insieme di regole, di comandi, al quale siamo costretti ad adattarci. È una proposta d’amore che Dio fa a noi. È una proposta d’amore che attende di essere ricambiata. Ed il modo di ricambiare questo amore è osservare la sua parola: «chi mi ama osserva i miei comandamenti».
I suoi comandi non ci sono stati dati per renderci la vita ancora più pesante di quello che già spesso è. I comandi del Signore ci sono stati dati perché noi possiamo vivere la nostra vita in modo pieno e gioioso. Anche quando ci chiedono qualche rinuncia o qualche sacrificio, anche grossi, non dobbiamo temere: il Signore è qui per aiutarci: «i suoi comandamenti non sono gravosi».
Una pratica religiosa, una preghiera, che non portano a cambiare il modo di pensare e quindi di agire non sono autentiche. Sono un parlare vuoto, un agitarsi falso. E non producono frutto. Non riempiono il nostro cuore in questa vita e non ci aprono le porte della vita eterna.
